Gli avvenimenti a Drnis il 9 settembre 1943



All’alba del 9 il Ten. Col. Lalli fu avvertito che truppe tedesche si trovavano schierate davanti al caposaldo sulla via di Dernis.
I tedeschi imposero lo sgombero dalla piazza, e questo fu contemporaneo all'ordine italiano di ritirarsi, abbandonare Tenìn e prendere posizione sulla strada per Chistagne in prossimità di Raducicco. Il generale tedesco si allontanò senza fare opposizione all’abbandono di Tenìn da parte italiana. Verso le 12,30 del 9 il generale tedesco tornò davanti al comando di Settore. Dai suoi gli venne portato un autocarro italiano carico di munizioni fermato mentre cercava d'uscire da Tenìn.
L’autista aveva riferito che le munizioni erano destinate ai cetnici. Il generale tedesco si infuriò dicendo che l’avvenimento gli dava il diritto di dichiarare prigioniero il presidio italiano tutt'ora in loco. I reparti già incolonnati per la partenza non erano più in grado di opporre resistenza e non la opposero.
Dei circa 3.000 uomini del presidio di Tenin due ufficiali passarono con i tedeschi, circa duecento uomini con i cetnici e sessanta bersaglieri con i “domobrani” croati. Ci riuscirono anche 60 che in circostanze non chiarite raggiunsero i partigiani. Gli altri rimasero prigionieri.


Fonti:

E. Ricciardi, "I bersaglieri in Dalmazia e il battaglione bersaglieri Zara", Gorizia 1999, pag. 170.